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Sciopero: dal nulla all'eccesso

Scritto da Roberto Rossi on .

Non vogliamo entrare nel merito delle legittime scelte delle lavoratrici e lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali di utilizzare lo strumento dello sciopero come forma di mobilitazione perché negli ultimi tempi la CGIL è stata attaccata e strumentalizzata per aver scelto questa strada a tutela del lavoro, ma non possiamo esimerci dal richiamare l’attenzione ai dettami contrattuali e normativi che stanno alla base del diritto di sciopero in quei servizi definiti essenziali.

Alleghiamo una lettera della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali inerente uno sciopero proclamato dalla Fisascat CISL per il SAD dell’Alta Val Seriana.

 

Emerge chiaramente che il Servizio di Assistenza Domiciliare rientra nell’ambito della legge 146/90. Ciò non vuol dire che non sia possibile scioperare ma che per farlo è indispensabile seguire quanto previsto dalla normativa: preavviso di 10 giorni, richiesta di incontro presso la Prefettura per la conciliazione, rispetto di alcuni periodi dell’anno in cui non è possibile lo sciopero, la prima mobilitazione non può durare più di una giornata, individuazione dei contingenti minimi per garantire i servizi essenziali.

Questi vincoli sono posti a tutela dell’utenza e il mancato rispetto delle procedure comporta pesanti ripercussioni per l’Organizzazione Sindacale che indice lo sciopero e sanzioni disciplinari (con l’esclusione del licenziamento) per le lavoratrici e lavoratori.

Quanto successo in Val Seriana, se qualcuno poteva avere qualche dubbio, è la conferma che per i settori gestiti dalle cooperative sociali, certamente di tipo A, è indispensabile attivare la legge 146/90: per alcuni servizi (es.: SAD, RSA, RSD) è indispensabile garantire anche i contingenti minimi, per altri (es: assistenza scolastica, CDD, CSE, SFA, CEG, spazi gioco, spazi compito, asili nido) i contingenti minimi non sono previsti ed è dunque possibile chiudere il servizio e rimane l’obbligo del resto di quanto previsto dalla legge.

Nella speranza che le lavoratrici e il lavoratori del SAD dell’alta Val Seriana possano risolvere le questioni aperte, ci permettiamo di suggerire che, al di là del numero di giorni di sciopero che si possono indire, sarebbe utile non comprendere le giornate di Pasqua e Pasquetta perché se è normale che la giornata di sciopero non sia retribuita, non si capisce perché bisognerebbe far perdere alle lavoratrici anche la festività del Lunedì dell’Angelo!

Lettera della Commissione di Garanzia sugli scioperi