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Le maggiorazioni ed il lavoro straordinario nel nuovo CCNL Funzioni Locali

Scritto da Dino Pusceddu on .

Il calcolo delle maggiorazioni previste dal contratto nazionale appare sempre complesso in quanto le voci retributive prese a riferimento al fine di calcolare le maggiorazioni sono diverse. Eppure un calcolo che non tenga conto, ad esempio, della retribuzione individuale di anzianità al fine di calcolare la maggiorazione del turno porterebbe ad un danno al dipendente che nel tempo rischia di essere ingente.

 

Facciamo il punto della situazione sulle nozioni di retribuzione e sulla base di calcolo delle singole maggiorazioni.

Innanzitutto per il calcolo delle maggiorazioni il riferimento è all’art. 10 del CCNL 9.5.2006. Come è definita la retribuzione?

Lettera

Definizione

Norma contrattuale

Voci stipendio

A

Retribuzione mensile

Valore economico mensile previsto per la posizione iniziale di ogni categoria (A1,B1,C1,D1) nonché per le altre posizioni d'accesso previste nelle categorie B (B3 e D3) e dall'indennità integrativa speciale, conglobata ai sensi dell'art.29, comma 3, del CCNL del 22.1.2004

  • Stipendio iniziale posizione giuridica (A1, B1, B3, C1, D1)
  • Indennità integrativa speciale[1]

B

Retribuzione base mensile

Valore della retribuzione mensile di cui alla lettera a), dagli incrementi economici derivanti dalla progressione economica nella categoria, dagli assegni personali non riassorbibili di cui all'art.29, comma 4, del CCNL del 22.1.2004 nonché dagli altri assegni personali, riassorbibili, di cui all'art. 9, comma 1

  • Stipendio tabellare base
  • Maggiori valori dell’indennità integrativa speciale per categorie B e D[2]
  • Assegno ad personam riassorbibile per effetto della progressione verticale[3]

C

Retribuzione individuale mensile

Retribuzione base mensile di cui alla precedente lettera b, dalla retribuzione individuale di anzianità, dalla retribuzione di posizione nonché da altri eventuali assegni personali a carattere continuativo e non riassorbibile

  • Stipendio tabellare base
  • Maggiori valori dell’indennità integrativa speciale per categorie B e D2
  • Assegno ad personam riassorbibile per effetto della progressione verticale3
  • Retribuzione individuale di anzianità[4]
  • Retribuzione di posizione[5]
  • Assegni personali a carattere continuativo e non riassorbibile[6]

D

Retribuzione globale di fatto mensile

È l'importo della retribuzione individuale per 12 mensilità cui si aggiunge il rateo della 13ª mensilità nonché l'importo annuo della retribuzione variabile e delle indennità contrattuali percepite nel mese o nell'anno di riferimento, ivi compresa l'indennità di comparto di cui all'art.33 del CCNL del 22.1.2004; sono esclusi le somme corrisposte a titolo di rimborso spese o a titolo di indennizzo nonché quelle pagate per trattamento di missione fuori sede e per trasferimento

  • Stipendio tabellare base
  • Tredicesima mensilità (divisa per 12)
  • Indennità percepite nel mese di riferimento
  • Indennità percepite nell’anno di riferimento (diviso per 12)
  • Indennità di comparto[7]
  • Elemento perequativo mensile

 

Tutto ciò che è presente in busta paga o C.U. (diviso per 12). Sono esclusi unicamente:

  • Rimborsi spese viaggio
  • Indennizzi
  • Indennità di missione/trasferta

 

Per completezza ricordiamo che la:

  • retribuzione orariasi ottiene dividendo la corrispondente retribuzione mensile per 156
    • per il personale a 35 ore si divide la retribuzione oraria per 152
    • retribuzione giornaliera si ottiene dividendo la corrispondente retribuzione mensile per 26

Andiamo quindi ad analizzare quale retribuzione venga presa a riferimento per le singole maggiorazioni presenti nel CCNL 21.5.2018 o nei precedenti CCNL non disapplicati.

Lavoro straordinario

Art. 38 CCNL del 14/9/2000

Retribuzione di riferimento: lettera b) incrementata del rateo di 13ª mensilità

Finanziamento: a carico del fondo per il lavoro straordinario

Le maggiorazioni sono:

Tipologia

Orario

Maggiorazione

Lavoro diurno

Dalle ore 6 alle ore 22 del giorno lavorativo

15%

Lavoro notturno o festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 o nei giorni festivi

30%

Lavoro notturno e festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 dei giorni festivi

50%

 

Trattamento per attività prestata in giorno festivo - riposo compensativo

Art. 24 c.1 CCNL del 14/9/2000

Al dipendente che per particolari esigenze di servizio non usufruisce del giorno di riposo settimanale deve essere corrisposta la retribuzione giornaliera maggiorata del 50% con diritto al riposo compensativo da fruire di regola entro 15 giorni e comunque non oltre il bimestre successivo. La maggiorazione spetta anche in caso di lavoro notturno o notturno e festivo.

Retribuzione di riferimento: lettera b) senza la 13ª mensilità

Finanziamento: a carico del fondo del salario accessorio

Le maggiorazioni sono:

Tipologia

Orario

Maggiorazione

Lavoro festivo senza riposo compensativo

Giornata festiva

50%

Lavoro notturno o festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 o nei giorni festivi

20%

Lavoro notturno e festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 dei giorni festivi

30%

 

Ore supplementari per il personale Part Time

Art. 55 CCNL del 21/5/2018

Spetta al personale con rapporto di lavoro Part Time. Possono essere prestate ore di lavoro supplementari nei seguenti limiti:

a)      nel limite massimo delle 36 ore settimanali

b)      nella misura massima del 25% dell’orario di lavoro su base mensile per il part time orizzontale o annua per il part time verticale

c)       per il part time orizzontale e misto nel limite massimo delle ore giornaliere e nelle giornate nelle quali non sia prevista prestazione lavorativa

d)      per il part time verticale nel limite massimo delle ore settimanali previste per il lavoratore a tempo pieno e nelle giornate nelle quali non sia prevista prestazione lavorativa

Retribuzione di riferimento: lettera d)[8]

Finanziamento: a carico del fondo per il lavoro straordinario

Le maggiorazioni sono:

Tipologia

Limiti

Maggiorazione

Lavoro supplementare

Entro il 25%

15%

Lavoro supplementare eccedente

Oltre il 25% ma comunque entro le 36 ore

25%

Lavoro supplementare eccedente il tempo pieno

Oltre il limite massimo giornaliero (o mensile/annuale per PT verticale) del lavoratore a tempo pieno

Quella prevista per il lavoro straordinario (retribuzione lett. b) con 13ª)

 

Maggiorazione del turno

Art. 23 CCNL del 21/5/2018

Le prestazioni lavorative svolte in turnazione, ai fini della corresponsione della relativa indennità, devono essere distribuite nell’arco di un mese, sulla base della programmazione adottata, in modo da attuare una distribuzione equilibrata ed avvicendata dei turni effettuati in orario antimeridiano, pomeridiano e, se previsto, notturno, in relazione all’articolazione adottata dall’ente. Per l'adozione dell'orario di lavoro su turni devono essere osservati i seguenti criteri:

a)      la ripartizione del personale nei vari turni deve avvenire sulla base delle professionalità necessarie in ciascun turno;

b)      l'adozione dei turni può anche prevedere una parziale e limitata sovrapposizione tra il personale subentrante e quello del turno precedente, con durata limitata alle esigenze dello scambio delle consegne;

c)       all'interno di ogni periodo di 24 ore deve essere garantito un periodo di riposo di almeno 11 ore consecutive;

d)      i turni diurni, antimeridiani e pomeridiani, possono essere attuati in strutture operative che prevedano un orario di servizio giornaliero di almeno 10 ore;

Retribuzione di riferimento: lettera c) senza la 13ª mensilità

Finanziamento: a carico del fondo del salario accessorio

Le maggiorazioni sono:

Tipologia

Orario

Maggiorazione

Turno diurno

Dalle ore 6 alle ore 22 del giorno lavorativo

10%

Turno notturno o festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 o nei giorni festivi

30%

Turno notturno e festivo

Dalle ore 22 alle ore 6 dei giorni festivi

50%

 

Per agevolare l’erogazione delle maggiorazioni, vi alleghiamo la tabella per il calcolo delle stesse.

Tabella degli straordinari in PDF

Calcolo degli arretrati contrattuali per le ore straordinarie prestate dal 2016 ad oggi (versione aggiornata)

 

Per la Funzione Pubblica CGIL Bergamo

Dino Pusceddu



[1] A decorrere dal 1 gennaio 2003, l’indennità integrativa speciale (IIS), ha cessato di essere corrisposta come singola voce della retribuzione ed è conglobata nella voce stipendio tabellare (per 13 mensilità). Solo l’importo conglobato.

[2] A decorrere dal 1 gennaio 2003 i più elevati importi di indennità integrativa speciale attualmente in godimento da parte del personale delle categorie B e D, rispetto all’importo conglobato nello stipendio, sono conservati come assegno personale non riassorbibile

[3] In caso di passaggio tra categorie nonché di acquisizione di uno dei profili di cui all’art.3, comma 7, del CCNL del 31.3.1999, ai sensi dell’art.4 del medesimo CCNL del 31.3.1999, al dipendente viene attribuito il trattamento tabellare iniziale previsto per la nuova categoria o profilo. Qualora il trattamento economico in godimento, acquisito per effetto della progressione economica, risulti superiore al predetto trattamento tabellare iniziale, il dipendente conserva a titolo di assegno personale la differenza assorbibile nella successiva progressione economica.

[4] Se esistente la retribuzione individuale di anzianità (R.I.A.) è stata acquisita sulla base dell’anzianità di servizio maturata riportata nell’art. 42 D.P.R. 347/83, nell’art. 37 D.P.R. 268/87 e/o nell’art. 44 D.P.R. 333/90

[5] Il trattamento economico accessorio del personale della categoria D titolare delle posizioni di cui all’art. 13 CCNL 21.5.2018 è composto dalla retribuzione di posizione e dalla retribuzione di risultato.

[6] Ad esempio gli artt. 202 del d.p.r. 3/1957 e 3, comma 57, della legge 537/93 consentivano la corresponsione, (soltanto) agli impiegati statali che si trasferissero in altra amministrazione statale, di un assegno ad personam, utile a pensione, non riassorbibile né rivalutabile, pari alla differenza tra lo stipendio tabellare/fondamentale già goduto presso l’amministrazione di provenienza e quello di nuova destinazione

[7] Al fine di conseguire un progressivo riallineamento della retribuzione complessiva del personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali con quella del restante personale pubblico, è istituito un compenso denominato indennità di comparto.

[8] Dal Parere RAL 333: “per ciò che attiene alla definizione contrattuale del compenso per il lavoro aggiuntivo, di cui all’art. 6. c. 4 del CCNL, poiché la determinazione del numero delle ore di lavoro aggiuntivo consentite viene effettuata su base mensile e sempre su base mensile deve procedersi all’utilizzo di tali ore (non essendo possibile il trasporto delle ore di lavoro aggiuntivo non effettuate in un mese in quello successivo), anche la definizione della retribuzione globale di fatto, su cui calcolare il compenso orario del lavoro aggiuntivo non può che avvenire su base mensile; nella nozione di retribuzione globale di fatto rientrano tutte le voci retributive (del trattamento fondamentale ed anche accessorio) percepite dal lavoratore nel mese di riferimento e, proprio perché calcolata su base mensile, il suo importo può effettivamente variare da mese a mese.”