Prescrizione del contributi dei pubblici dipendente: la contribuzione non versata è comunque riconosciuta

Scritto da Dino Pusceddu on .

Lo scorso 5 settembre a Roma si è svolto un incontro tra i Patronati delle Organizzazioni sindacali e l’INPS sull’annosa vicenda della prescrizione dei contributi dei dipendenti pubblici a seguito della circolare n. 169/2017 dell’ente previdenziale.

L’Inps ha confermato sostanzialmente quanto scritto nella citata circolare ovvero che ai dipendenti pubblici verrà applicato il principio dell’automaticità delle prestazioni, per cui la contribuzione non versata, se dovuta, viene riconosciuta fermo restando che poi sarà compito dell’Istituto recuperare i contributi anche in maniera coattiva.

 

Questa forma si estende a tutte le Casse tranne che agli iscritti alla CPI (Cassa pensioni insegnanti di asilo e scuole elementari parificate).

L’Inps ha, inoltre, precisato che accrediterà automaticamente i periodi di contribuzione non versata qualora possa essere provata la sussistenza del rapporto di lavoro, la retribuzione spettante e i relativi oneri. E’ quindi compito del dipendente pubblico, che ha verificato nel proprio estratto contributivo, la presenza di periodi scoperti, inviare all’Inps tutta la documentazione in suo possesso, comprovante il rapporto di lavoro, le retribuzioni ricevute ecc., attraverso la procedura RVPA (richiesta variazione della posizione assicurativa), per tramite del Patronato.

Questa operazione non è soggetta a nessuna scadenza. Al fine di chiarezza, si precisa che:

  • il rapporto di lavoro prestato in epoca remota può essere dimostrato con lettere di incarico, delibere di assunzione, decreti di attribuzione retributivi, diritto alle ferie e assistenza per malattia che presuppongono l’esistenza di un rapporto lavorativo;
  • in caso di mancanza di riscatto o ricongiunzione gli interessati dovranno allegare copia della domanda unitamente alla pagina del registro di protocollo amministrativo, se spedite tramite Amministrazione oppure copia della cartolina di avviso di ricevimento se spedite privatamente o copia della ricevuta del patronato con annesso mandato. Naturalmente non valgono i documenti “ora per allora”.

Com’è noto la prescrizione contributiva si dovrebbe applicare a partire dal 1/1/2019, tuttavia l’Inps nello stesso incontro si è dichiarato disponibile a spostare il termine al 1/1/2020, ritenendo però opportuno un pronunciamento normativo del Governo.

Ad avviso delle organizzazioni presenti al tavolo, come già avvenuto nel 2017, è sufficiente la pubblicazione di una circolare Inps, d’intesa con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, per prorogare ulteriormente i termini. Questa richiesta è stata reiterata dalla FP CGIL. Pertanto è stato chiesto di seguire il medesimo percorso, più rapido rispetto alla proposta normativa, visti i ristretti margini di tempo da qui a fine anno.

Sull’efficacia della RVPA, che ad oggi rappresenta l’unico mezzo a disposizione dei lavoratori per le segnalazioni all’Inps, si è insistito, affinché l’Istituto proceda all’evasione delle segnalazioni, dandone riscontro al lavoratore e al patronato che ha effettuato l’invio.

L’operazione di sistemazione degli estratti contributivi individuali è tuttora in corso e, come già avvenuto in passato, entro l’anno l’Istituto invierà la comunicazione alle Amministrazioni della disponibilità degli estratti conto. I dipendenti degli Enti Locali potranno in seguito consultarlo anche se non correttamente rettificato.

Suggeriamo di mettersi in contratto con i nostri uffici del Patronato INCA CGIL (Tel. 035.3594120 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per stampare il proprio estratto conto e richiedere la rettifica della propria posizione.