La FP CGIL ha scritto al Presidente della Regione Fontana per denunciare l'assenza dei DPI e la mancata effettuazione dei tamponi al personale delle RSA ed RSD della Provincia di Bergamo. Di seguito il testo della lettera inviato anche ad ATS Bergamo ed alle Direzioni Sanitarie delle stesse aziende. 

La scrivente Organizzazione Sindacale è con la presente ad inviare alcune segnalazioni inerenti la gestione del contenimento dell’infezione da Covid-19 all’interno delle strutture residenziali della provincia di Bergamo, in particolare la RSA e le RSD.

Ci risulta che nella maggior parte delle strutture residenziali del nostro territorio sia molto difficoltoso il reperimento dei corretti DPI da utilizzare secondo le indicazioni dell’OMS, recepite dal Ministero della Salute. Troppo spesso la carenza dei DPI porta alla violazione della corretta gestione di questi dispositivi, vanificandone di conseguenza l’effetto protettivo, sia per il personale che per l’utenza delle strutture.

Un altro aspetto che riteniamo urgente risolvere è quello relativo alla sorveglianza sanitaria del personale, in particolare l’effettuazione dei tamponi per il personale sintomatico. Ricordiamo che, se ce ne fosse bisogno, la delibere 514 del 21/03/2020 e s.m.i. prevedono l’effettuazione del tampone per il personale a cui sia rilevata da parte del datore di lavoro una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, mentre la circolare 11715 del 3/4/2020 a firma del Direttore Generale del Ministero della Salute indica espressamente tra i soggetti che prioritariamente devono essere destinatari dei test diagnostici sono “operatori sanitari esposti a maggior rischio (compreso il personale dei servizi di soccorso ed emergenza, il personale ausiliario e i tecnici verificatori), per tutelare gli operatori sanitari e ridurre il rischio di trasmissione nosocomiale; operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, anche affetti da lieve sintomatologia per decidere l’eventuale sospensione dal lavoro; operatori, anche asintomatici, delle RSA e altre strutture residenziali per anziani”.

Ci risulta che ad oggi agli operatori delle RSA, quelli sintomatici e tanto meno quelli asintomatici, non siano stati effettuati i tamponi. E questo nonostante le OO.SS.TT. confederali abbiano avuto l’assicurazione da parte di Prefettura e ATS di una positiva soluzione di questo problema. In questi giorni diversi operatori stanno rientrando dalla malattia ma nessuno di loro ha la certezza di non essere contagioso per gli altri colleghi ma soprattutto per gli ospiti.

Crediamo quasi superfluo ricordare la situazione bergamasca che presenta dati di contagi e decessi, sia in valore assoluto che (soprattutto) in valore percentuale, impressionanti.

Ci stupisce e rammarica dover inviare questa segnalazione quando dovrebbe essere interesse dell’intero SSR e di chi rappresenta Regione Lombardia tenere in stretta sorveglianza un settore che già tanto ha pagato in fatto di sofferenza e decessi.

Rimaniamo in attesa di un Vs celere cenno di riscontro e porgiamo distinti saluti.

p. la FP CGIL Bergamo

Roberto Rossi

Dal 17 febbraio 2020 è stata pubblicata sul bollettino ufficiale di regione Lombardia la delibera che attua quanto deciso in sede di Conferenza dei Servizi presso il Ministero della Salute in merito alla possibilità, per una serie di educatori, di rendere il loro titolo di studio equivalente a quello di educatore professionale di cui al corso di laurea nella classe L/SNT2, (educatore professionale socio-sanitario).

Questi i punti principali: