Le risorse delle Alte Professionalità vanno accantonate

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Ad oltre due anni dalla firma del CCNL delle Funzioni Locali non si è ancora risolta la questione relativa alle risorse accantonate per le Alte Professionalità. Il Giudice del Lavoro di Bergamo ha emesso in data 9 luglio 2020 la Sentenza relativa all’opposizione delle Organizzazioni Sindacali al primo grado di giudizio.

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno ricorso per comportamento antisindacale contro il Comune di Caravaggio che, come molti altri Enti della provincia, non hanno destinato alla produttività le somme che erano destinate negli anni precedenti alle Alte Professionalità. Nella Sentenza di primo grado il Giudice aveva dato ragione all’Ente e le OO.SS. hanno fatto opposizione alla Sentenza di primo grado.

Nella Sentenza del 9 luglio 2020 si legge che l’opposizione è “in parte fondata e va, pertanto, accolta” parzialmente e viene “dichiarata l’antisindacalità del comportamento del Comune di Caravaggio, consistito nella non inclusione dell’integrazione ex art. 32 c. 7 CCNL 22 gennaio 2004 per l’anno 2017 nel Fondo risorse decentrate ex art. 67 CCNL 21 maggio 2018 sino al 28 febbraio 2019 e nella persistente affermazione della sua non obbligatorietà”. Contemporaneamente viene affermato che le risorse che i contratti precedenti avevano destinato alle alte professionalità dovevano essere accantonate ma che il nuovo CCNL non ne ha stabilito la destinazione. Quindi “tali somme restano quindi vincolate alla loro destinazione, come ampiamente ribadito dalle parti nel corso dei vari rinnovi contrattuali menzionati, ma non formano oggetto del Fondo risorse decentrate previsto dal CCNL 21 maggio 2018 a decorrere dall’anno 2018”.

Ma ripercorriamo la vicenda: l’articolo 67 comma 1 del CCNL 21.5.2018 ha dato collocazione alle risorse relative alle alte professionalità. Il CCNL del 22 gennaio 2004 aveva previsto all’articolo 7 che le risorse dell’art. 32 comma 2, ovvero le risorse stabili, sono incrementate di “un ulteriore 0,20% del monte salari dell’anno 2001, esclusa la quota relativa alla dirigenza, ed è destinata al finanziamento della disciplina dell’art. 10 (alte professionalità).”

La norma contrattuale allora indicava un obbligo di incremento e non una facoltà perciò la sua mancata previsione sarebbe stata un errore nella costituzione: gli stessi CCNL successivi a quello del 2004 ne avevano previsto il mantenimento rimandando al futuro un loro possibile diverso utilizzo.

IlCCNL 21.5.2018 ha stabilito che “nell’importo consolidato di cui al presente comma (parte stabile del fondo consolidata) confluisce altresì l’importo annuale delle risorse di cui all’art. 32, comma 7, del CCNL del 22.1.2004, pari allo 0,20% del monte salari dell’anno 2001, esclusa la quota relativa alla dirigenza, nel caso in cui tali risorse non siano state utilizzate, nell’anno 2017, per gli incarichi di “alta professionalità”

Gran parte dei comuni avevano previsto nell’anno 2004 tali risorse accantonandole per diversi anni e, non essendo stata definita una loro destinazione, riducendo di tale cifra il fondo negli anni successivi. Quindi le risorse erano state legittimamente stanziate e illegittimamente eliminate dalla costituzione del fondo.

Ora viene sanata l’illegittimità di tale azione senza però chiarirne l’utilizzo.

Siamo quindi soddisfatti dell’esito che ha chiarito definitivamente la destinazione delle risorse relative allo 0,2% del Monte Salari dell’anno 2001 alla parte stabile del fondo dall’anno 2017 in poi. Siamo convinti che, pur non avendo definito esplicitamente la destinazione di tali risorse, il contratto nazionale abbia sempre definito che le risorse non utilizzate e non vincolate vengono destinate alla contrattazione decentrata negli anni successivi in parte variabile.

Valutiamo i prossimi passi ma siamo convinti che la nuova contrattazione nazionale possa finalmente esprimersi rispetto alla destinazione di queste risorse che devono obbligatoriamente essere accantonate.