Decreto Rilancio: per tutto il 2020 i dipendenti pubblici garantiranno i servizi in lavoro agile

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La bozza del Decreto Rilancio, approvata dal Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2020, ha prorogato le misure previste dall’art. 87 del D.L. n. 18/2020 fino al 31 dicembre 2020: la Pubblica Amministrazione quindi proseguirà per lungo tempo nell’erogazione dei propri servizi con i dipendenti in lavoro agile che continua ad essere l’ordinaria modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

Le amministrazioni quindi dovranno, sulla base di tale principio e preparandosi alla graduale riapertura delle attività produttive e della necessità degli atti di competenza, organizzarsi e modificare l’elenco delle attività indifferibili e da svolgere necessariamente in presenza.

Il principio è chiaro: non vi è nessuna riapertura indiscriminata ma, ancora per lungo tempo, gli uffici procederanno ad erogare i servizi senza la presenza in ufficio dei dipendenti se non necessaria. È un cambio di mentalità al quale le Amministrazioni hanno avuto due mesi a prepararsi e ora sarà necessario dimostrare di essere all’altezza della sfida.

Dobbiamo essere chiari e dire che il lavoro agile non è una parentesi che gli enti possono archiviare in fretta come un incidente di percorso: questo necessita che la PA cambi la sua modalità di interfacciarsi con gli utenti. La trasformazione nella modalità di approccio è chiaramente esplicata dell’art. 242 della bozza del Decreto dove sono velocizzate le procedure ed alleggeriti una serie di adempimenti burocratici. È fatto divieto ancora una volta, in maniera esplicita, di richiedere documentazione già in possesso dell’amministrazione o di qualunque altra amministrazione pubblica ed i controlli relativi alle autocertificazioni sono a campione.

I prossimi mesi si dovrà evitare gli assembramenti, la presenza contemporanea dei dipendenti e degli utenti negli uffici tale da non rispettare le distanze prescritte, le inutili code. Insomma, evitare tutto quello che è successo con i bonus alimentari. Molto spesso ci si è trincerati dietro ad una normativa poco chiara che obbligava ad una iper burocratizzazione degli adempimenti ma, quando una misura deroga a qualunque norma e invita le amministrazioni a procedure snelle e senza particolari procedure, c’è comunque un fiorire di moduli, dichiarazioni, procedimenti e decreti. Non potevamo permettercelo nei mesi di piena emergenza e ora sarebbe quantomeno stupido continuare sulla stessa strada.

Per questo motivo il Decreto prevede l’introduzione di modalità di interlocuzione programmata (ovvero gli appuntamenti) “anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza”: un notevole risparmio di tempo per i cittadini oltre ad una misura necessaria per evitare i contatti.

Per evitare la presenza in contemporanea dei dipendenti inoltre si dovrà ricorrere ad ulteriori misure organizzative perché gli ingressi siano scaglionati: la prima e più importante misura sarà quella di introdurre misure di flessibilità dell’orario insieme alla revisione dell’articolazione dell’orario. Fin da subito siamo disponibili in tutti gli Enti al confronto previsto dall’art. 5 comma 2 lett. a) del CCNL 21.5.2018. Queste misure dovranno essere integrate nei protocolli previsti dal “documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” dell’INAIL.

Tutti questi adempimenti, come la revisione delle disposizioni relative alla sicurezza, oltre che un obbligo normativo è prima di tutto un obiettivo di salute pubblica per gli Enti Locali.